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Babbo Natale avvisa: va bene scrivergli, ma se è solo un pretesto per avere l'ennesimo, futile regalino del cazzo, questa non sarà più fiction.
Come potete notare, in questo manifesto ci sono ben due, enormi errori.

Il primo, che va contro la filosofia di questo blog, millanterebbe la capacità di Nikolas di consegnare 5 miliardi di regali in 24 ore - ma vogliamo credere a Babbo Natale o alle favole?!
Il secondo errore, potete ben vederlo, riguarda il fisicazzo di Santa Claus.
Assolutamente inverosimile.
Il Babbo e il panzone sono un tutt'uno.
Nell'immaginario comune è Babbo Natale a venire da noi per portare a noi i regali che noi desideriamo di più.
Ma figuriamoci se un un uomo della sua stazza, con tutti gli acciacchi dovuti al freddo e all'età, ha il buontempo e la voglia di esaudire i sogni di qualche egoista viziato scansafatiche.
Perchè mai non dovremmo essere noi ad andare da lui?
Pensateci bene.
Avremmo ottimi motivi per farlo.

Se dobbiamo pensare ad un personaggio che ha fatto la storia e che, di certo, ha fatto suo il messaggio di Babbo Natale, be', quel personaggio non può che essere lui.
(testo integrale)
"Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell'oggi e di domani, ho ancora un sogno. È un sogno fortemente radicato nel sogno americano.
Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali".
Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi riusciranno a sedersi insieme al tavolo della fratellanza.
Ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia.
Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma in base al contenuto del loro carattere.
Ho un sogno oggi!
Ho un sogno, che un giorno, giù in Alabama, con i suoi razzisti immorali, con il suo governatore le cui labbra gocciolano delle parole "interposizione" e "nullificazione" - un giorno proprio là in Alabama bambini neri e bambine nere possano prendersi per mano con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.
Ho un sogno oggi!
Ho un sogno, che un giorno ogni valle sia colmata, e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi vengano resi piani e i luoghi curvi raddrizzati. Allora la gloria del Signore sarà rivelata ed ogni carne la vedrà".

Tra i tanti sogni in cui crediamo, oggi ne vorremmo ricordare uno in particolare.
Sogniamo che in un futuro prossimo il primo dicembre smetta di essere la giornata mondiale per la lotta all'AIDS, non perchè si smetta di parlarne, ma perchè risulterebbe come commemorare una giornata alla lotta contro il raffreddore, e suonerebbe quantomeno buffo.
Sogniamo che la gente pensi davvero che si può sconfiggere una malattia mortale, o la guerra, o la fame nel mondo, se ci crediamo.
Sogniamo che tutti tornino a credere. Nell'uguaglianza, nei sogni, in Babbo Natale, è la stessa cosa.

Quella che vedete nella foto è nente-popò-di-meno-che la lettera con la quale Santa Claus incarica l'agenzia di comunicazione cOOkies di trasmettere il suo messaggio: "Credete nei sogni e non vi abbandoneranno mai".
La mano che regge il foglio è quella della nostra inviata, Priscilla Tandrini, riuscita ad infiltrarsi nell'agenzia spacciandosi per aspirante copywriter e a trovare quel che stavamo cercando: una traccia, un documento che testimoniasse, non l'esistenza del Babbo - quella ormai l'abbiam assodata - , ma il motivo per cui il nostro mito si sta facendo sentire proprio ora.
Priscilla ci ha rivelato di essersi impossessata del pezzo di carta approfittando di un momento di distrazione del direttore ri-creativo di cOOkies, Massimo Guastini.
Eppure l'avevamo detto che avremmo liberato i nostri scagnozzi, ma, forse, c'è chi ci ha sottovalutati.
Come qualcuno che ci avrà letto e, magari, ci avrà pure deriso.
Ma noi siamo agguerriti, l'abbiamo dimostrato, e non ci fermeremo qui.
Testo integrale della lettera:
Gentili Biscotti,
mi sono imbattuto nel vostro sito e mi ha colpito la prima frase: "Crediamo che i sogni siano la cosa più concreta che ci sia". Il mio sogno è che il mondo torni a sognare. Volete lavorare per me? Volete condividere il mio sogno? Dovremo convincere il mondo che io esisto e sono ancora vivo, anche se non porto i regali ai bambini. Che buffonata quella storia! Ma mi ci vedete? Un anziano e corpulento signore che in una notte si fa il giro del mondo volando sopra una slitta trainata da renne. No, non porto i regali. Il mio regalo è il mio messaggio: "Credete nei sogni e non vi abbandoneranno mai". Se accetterete di lavorare con me, potrete contattarmi al seguente recapito: truesantaclaus@hotmail.com. Mi sono anche fatto un profilo msn. Il mondo crede a strane cose...
Vostro,
Santa Claus.
Faccio una piccola irruzione, senza chiedere permesso alla redazione. Anche a Babbo Natale a volte girano i gioelli di famiglia.
Non è mio costume occuparmi di politica. Ma il carbone non basta questa volta. I due principi Savoia, davvero piccoli, si meritano una bella sculacciata. E magari anche un calcio nelle chiappe. Hanno infatti chiesto 260 milioni di euro allo stato italiano. Motivo? Un risarcimento per i danni morali provocati dall’esilio. Lo scemo più piccolo, Filiberto, si lamenta addirittura per l’accento svizzero che l’assenza forzata dall’Italia gli ha procurato. Mi pare davvero troppo.